"La sofferenza non deriva dai cambiamenti in sè, ma dalla resistenza che noi opponiamo ad essi" Kenneth Meadows
21 January, 2021
26 January, 2020
Sceneggiatura
CUCINA CASA DI RENZO. INT. - GIORNOFLASHBACk la cucina è quella di una casa come tante altre.il pavimento di granito grigio,il tavolo di formìca verdina con le quattro sedie dalla struttura in metallo lucido fatte dello stesso materiale e colore,il frigo bianco come i pensili e le basi che hanno una fascia rossa all’altezza dei tiretti. il ticchettio di un grosso orologio a batterie appeso alla destra della finestra scandisce i secondi.è l’ora di pranzo. tutto perfettamente pulito,tutto perfetto per una famiglia qualunque di una città qualunque. la radio trasmette musica allegra la mamma e la sua bambina cantano in coro. piove fin dal mattino.Renzo è vicino la finestra, con la mano pulisce un angolo del vetro appannato.con il dito indice scrive sul vetro " la pioggia ". RENZO (11) Mamma oggi a scuola la maestra ci ha parlato della Terra e del Sole e dei Pianeti Renzo è un bambino già abbastanza alto per la sua età,è sveglio e molto socievole.i suoi capelli ricci e neri con gli occhi di un azzurro intenso gli donano un bell’aspetto. MARIA (42) I Pianeti? ma fai solo le elementari ...non è un po’ difficile per te? Renzo si avvicina al tavolo sposta un lembo di tovaglia e tira fuori dalla cartella il suo album da disegno ed i colori a matita RENZO no tanto devo solo disegnarli non è difficile... sul grande foglio da disegno inizia a tracciare un bel cerchio grande seguito da un altro più piccolo appena distante RENZO (CONT.) ...mamma il Sole è giallo lo so, ma la Terra di che colore è?(CONTINUA)
(SEGUE) 20.
MARIA
mentre cola la pasta scostando il viso dal vapore che si
alza verso il soffitto
la Terra è blu come i tuoi begli
occhi grandi... su tra poco sarà
pronto, vi ho preparato le
pennette con le rape che vi
piacciono tanto...forza metti da
parte le tue cose e mettiti
composto
BIANCA BAMBINA (14)
io penso che la Terra sia verde,
un bel verde brillante anche se
oggi è tutto grigio con queste
nuvole...che ne dici mamma?
Bianca è la sorella maggiore di Renzo,è una bimba
piuttosto robusta dai folti capelli neri e riccioluti.
la sua miopia la costringe a tenere tutto il giorno degli
spessi occhiali di osso,come il fratello è già abbastanza
alta per la sua età non ha un bell’aspetto.
il tutto certamente partecipa a renderla piuttosto chiusa
in sè.è molto restia all’amicizia.la sua timidezza ne
limita anche il rendimento a scuola.
ormai le porzioni di pennette alle rape per i due piccoli
sono già nei piatti.
MARIA
sai hai ragione allora la
coloriamo per metà di blu e per
metà di verde,sono i colori più
giusti da dare alla nostra Terra
e speriamo che rimanga sempre
così
BIANCA BAMBINA (14)
ma perché? a chi non piacciono
dei colori così belli? perché’
qualcuno vorrebbe cambiarli?
MARIA
prende teneramente il viso della sua bambina tra le mani.
io vorrei tanto che voi cresceste
in un mondo pulito senza ombre,
senza grigi,noi grandi dovremmo
fare di tutto affinché ciò
accada...
BIANCA BAMBINA (14)
io so che tu ci riuscirai ed
anche tutte le mamme del mondo ce
(CONTINUA)
(CONTINUA)
(SEGUE) 21.
BIANCA BAMBINA (14) (SEGUE)
la faranno e la Terra ed i
Pianeti saranno salvi...vero
mamma?...Mamma...
21 October, 2011
01 October, 2011
...G I A M P I...

Non ha l'astuzia né l'azzardo dei furbetti del quartierino. Non gli serve spessore. Gli basta che le cose siano facili, e magari divertenti. Tira a campare. Ed è appunto così che arriva fino a Berlusconi.
Gianpi, col suo codazzo di clientes di destra e sinistra, è esattamente quel che resta della "grande rivoluzione liberale" berlusconiana: perché fare le cose sul serio quando puoi sempre trovare una scorciatoia?
22 January, 2011
02 January, 2011
Co-Pay Coupons for Patients, but Higher Bills for Insurers - NYTimes.com
15 December, 2010
27 November, 2010
Made in Italy?


Quante aziende italiane hanno delocalizzato la produzione all'estero in nome della globalizzazione e continuano a vendere con il marchio "Made in Italy"? Il "Made in Italy" non è di proprietà delle aziende, ma del nostro Paese. Chi lo usa deve produrre in Italia. Se emigra utilizzi per i vestiti, le auto, i caschi per le moto, le caffettiere, i marchi "Made in China" o "Made in Romania" e vediamo chicomprerà i suoi prodotti. La delocalizzazione ha regalato profitti giganteschi alla Confindustria e la disoccupazione agli italiani. In alcuni casi questo è avvenuto, come per la Romania, attraverso incentivi alle aziende provenienti dai contributi versati dall'Italia alla UE, i famosi "fondi europei". Ci siamo pagati la delocalizzazione con le nostre tasse...
Aziende create da generazioni di tecnici, operai, ingegneri, designer italiani non si possono spostare come un pacco postale in un qualunque luogo della Terra perché "costa meno". In posti dove spesso non esistono controlli, garanzie, leggi, norme di tutela ambientale. E' necessaria subito, per bloccare l'emorragia, una legge che tolga il diritto dell'uso del "Made in Italy" alle aziende che non ne hanno diritto. Oltre al danno della disoccupazione non possiamo subire anche la beffa del marchio abusivo.
17 October, 2010
10,100,100 Pomigliano?
http://www.youtube.com/watch?v=TlKEjHaXfOI
Prima, salvare il lavoro. E solo dopo, se possibile, salvaguardare i diritti dei lavoratori. Esiste un’alternativa?
10 October, 2010
04 June, 2010
Libertà e liberi cittadini




Il Fatto Quotidiano sbarca sul web e chiede aiuto alla Rete

Vogliamo che tutti, ma proprio tutti, sappiano che il nuovo sito de il Fatto Quotidiano sta venendo alla luce. Per questo chiediamo ai blogger e a chi gestisce un sito di aiutarci mettendo a disposizione i loro spazi sul web per la nostra campagna di lancio. Stiamo lavorando a dei banner davvero poco convenzionali. Se siete disposti a ospitarli segnalate il vostro link a questa mail:
iosupporto@ilfattoquotidiano.it
11 October, 2009
01 April, 2008
Bari 15 marzo 2008 tutti contro le mafie!
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Eravamo tanti tutti. Tante decine di migliaia di persone marciavano nello stesso corteo, percorrevano la stessa strada, sotto lo stesso sole e con le stesse difficoltà. Come era comune il percorso che fisicamente quella mattina è stato battuto, così, si può presumere, lo è anche quello ideale. Quello che ci mette tutti in cammino insieme con valori condivisi, per un obiettivo che è di tutti: sabato tutti riuniti a fare la stessa cosa in concreto e per mandare un messaggio al paese; nella vita tutti riuniti idealmente, assumendo comportamenti concreti che, nel piccolo di ciascuno, contribuiscano a raggiungere la meta.
Mi piace pensare che se ad ognuno dei presenti sabato venisse chiesto personalmente “Tu ci credi davvero che la mafia può essere sconfitta?”, tutti risponderebbero “sì”. Non è certo una mia scoperta, infatti, che la lotta alla mafia è fatta di due momenti che devono coesistere, e anzi, compenetrarsi e darsi forza l’un l’altro. L’uno è quello delle istituzioni: la politica e la magistratura. L’altro è quello delle persone. Di tutti gli individui che ci credono, che non vogliono arrendersi. Bene, questi ultimi hanno poche armi in mano, ma tra le azioni che si possono compiere, una importante, forse la più significativa, è quella del fare sentire forte la propria voce.

Del farsi vedere, del gridare, del lanciare (come sempre) anche solo un segnale di presenza: noi siamo qui e siamo contro la mafia.Come ho detto, le due fasi della battaglia non possono essere disgiunte. Ciò che è importante è non perdere mai la fiducia nell’efficacia in toto della nostra lotta. Spero e credo infatti che, seppur in tono minore rispetto a quanto avrebbe meritato, la Giornata della Memoria e dell’Impegno da poco passata, qualcosa abbia lasciato. Deve averlo fatto. E’ già un dato positivo che i giornali domenica abbiano dedicato una pagina a questo piuttosto che a Olindo e Rosa. Accennavo prima anche al comportamento concreto che noi, popolo antimafioso, dobbiamo assumere quotidianamente. Dobbiamo cercare di vivere in tensione per la legalità; non per essere esageratamente per bene o legalisti, ma piuttosto per assumere comportamenti positivi che siano anche d’esempio al prossimo.
Inoltre, e soprattutto, per controllare l’altra fase della battaglia: quella istituzionale. Chi combatte la mafia dai palazzi deve sentire il nostro fiato sul collo! Devono avere la percezione che la gente, sempre di più, vuole che le cose cambino.E dove troviamo la forza di andare avanti? Di non mollare tutto anche quando le sconfitte e le delusioni sembrano piombarci pedissequamente davanti al naso? Come un cane che si morde la coda, questa energia la si trova nelle immagini di sabato, ancora nitide nei nostri occhi. Nella marea umana che “con spirito di pace e coraggio di guerra” era lì per non mollare.
E’ anche in questo senso che va inteso l’invito di don Ciotti a sporcarsi le mani. Sporcarsi le mani significa parlare, denunciare, andare controcorrente nei comportamenti, boicottare situazioni persone e realtà ambigue. Fare quello che facciamo noi insomma. Fare antimafia di frontiera per stimolare e pressare anche quella di sistema.Avanti così.
21 October, 2007
anni trenta

"Se uno arresta chi fa la tratta di esseri umani o i trafficanti di droga gli arrivano i telegrammi e gli applausi, gli dicono che è il magistrato più bravo d'Italia. Ma poi viene cacciato quando indaga sulla pubblica amministrazione. Cosa significa allora? A questo punto la partita non può essere più - visto che il tema è così alto - trasferite o non trasferite De Magistris. Io pongo un altro problema: un magistrato così può rimanere in magistratura. E io, così lo so fare il magistrato, anche se mi mandano a Bolzano o a Novara o a Cagliari. Questo è il tema che è in gioco nel Paese: se un magistrato può continuare a indagare su tutti i cittadino o no".
08 October, 2007
un uomo speciale, un padre affettuoso

[...] C'è un'immagine di lui che voglio ricordare. Papà e mamma stanno in una stanza, la mamma tiene in braccio il mio fratellino Ernesto appena nato, papà gli accarezza la testolina: quale deve essere stata la tenerezza che mostrava perché una bambina di 4 anni e mezzo come me se la ricordi! Ed è questo che mi colpisce.
Molti pensano che egli fosse un avventuriero e che lasciare Cuba per altre terre fosse ciò che voleva e di cui aveva bisogno. Certo che ne aveva bisogno, non però per spirito di avventura, ma perché fin da giovane aveva conosciuto il continente americano e per lui era urgente, era un impegno primario, migliorare la vita degli esseri umani.
[...] Voglio raccontare dell'ultima volta che ci vide. Io non lo avevo riconosciuto, perché stava preparandosi a rendersi irriconoscibile per andare in Bolivia. La mamma ci condusse a cenare con un vecchio amico di lui, un sedicente spagnolo chiamato Ramon. Almeno per me, che sono la figlia che lo ricorda di più, fu una notte speciale, perché ciò che accadde in quella notte ha segnato la mia vita. [...]
10 August, 2007
La strada di casa

chissa se i senza dimora hanno mai provato questa sensazione, chissa se ne sentono la mancanza..chissa' come ci si sente a non avere una propria strada di casa..
è iniziato all' improvviso il mio nuovo lavoro, il mio primo incarico da assistente sociale in un centro notturno di pronta accoglienza per i senza dimora..
ma chi sono i senza dimora?..prima di iniziare a lavorare provavo a immaginare i loro volti, i loro occhi, le loro voci e le loro storie..ogni aspettativa è crollata, ogni immagine che mi ero fatta di loro è svanita e ora mi ritrovo a sapere tutti i loro nomi, a conoscere particolari della loro vita, a sforzarmi di capire come si puo' arrivare a perdere tutto..come si fa a non avere nessuno che ti aspetta...
ogni sera li osservo, alcuni immersi nella loro disarmante dignita' e serenita' contenti di avere un posto dove dormire, li vedo aggrapparsi ad ogni oggetto che gli viene consegnato, osservo le loro relazioni..mi chiedo a chi sarei diventata amica se mi fossi trovata li con loro..mi chiedo con chi sarei stata solidale e onesta come lo sono loro nei loro mini gruppi di amici inseparabili..
poi ascolto le loro storie brevemente perchè il centro è appena nato e siamo in piena emergenza logistica e strutturale e ahime il tempo da dedicare a loro è sempre molto poco..mi raccontano di mogli, mariti, figli, genitori e quasi mi meraviglio che queste persone siano appartenute ad altre, mi stupisce il fatto che loro abbiamo amato, siano state amate, abbiano avuto una famiglia..e poi?

cosa succede dopo?come si puo' perdere tutto?..puo' capitare anche a noi?
noi che abbiamo tutto, che viviamo circondati da tanti affetti, noi che riusciamo ancora a provare rancore o indifferenza per un nostro fratello,un nostro genitore..noi che calpestiamo la nostra ricchezza, la ricchezza di avere qualcuno che ci aspetta, che si occupa e si preoccupa di noi...
noi che siamo cosi sicuri di farcela anche da soli, noi che crediamo di non aver bisogno degli altri..
osservo alcuni nella loro rabbia, ogni sera piu' forte..ogni sera meno tolleranti, pronti ad offendersi, menarsi, accoltellarsi, disposti a morire come se la morte fosse una svolta, una via d'uscita, la loro via d'uscita..non mi era mai capitato di avere di fronte a me una persona che ti chiede di ucciderlo pronunciando la solita triste, disarmante frase " non ho niente da perdere!!"
cosa si dice ad una persona che non ha nemmeno un motivo che lo spinge ad avere rispetto di se e degli altri, che lo spinge a VIVERE??!
come si interviene su un ragazzo piu' piccolo di me che ha distrutto tutto quello che aveva intorno, che ogni giorno trova rifugio solo e soltanto in qualche bicchiere di troppo o in qualche dose di cocaina?
i senza dimora sono persone sole..persone che non hanno una strada di casa..persone che non hanno nessuno che li aspetta..sono persone che prima avevano tutto e ora non hanno niente..e ti viene voglia di stringerli..ti sforzi di strappargli un sorriso e quando loro ridono ti si allegerisce il cuore..sono persone generose..Raffaella è una di loro,ogni sera si preoccupa di procurarmi una bottiglia di acqua con il ghiaccio..e per me è l'acqua piu' buona del mondo!!!
by Annarita Bucci
08 August, 2007
rigassificatore?...no grazie!


30 June, 2007
i-Phone
29 June, 2007
una piccola critical mass a Bari
Uscite notturne di gruppo in bicicletta ogni giovedì per le vie della città a luglio e agosto. Alla "prima", giovedì 6, in bici anche l'assessore comunale al traffico Antonio Decaro. L'appuntamento per tutti è alle 21 in Piazza del Ferrarese con biciclette in buono stato
"Pedali nella Notte", ennesima edizione.

Giovedì 6 luglio alle 21 in Piazza del Ferrarese, ritorna il consueto appuntamento estivo proposto anche ai non iscritti dall'associazione "Fiab Ruotalibera Bari" e curato dal socio Franco Rondinone.L'obiettivo è dare a chi lo desidera l'occasione, finiti gli impegni della giornata, di uscire in bicicletta insieme ad altri ciclisti urbani riappropriandosi delle strade sempre più intasate dalle auto, e invitando tanti altri baresi a fare lo stesso. Sia abitualmente per andare a lavorare o a fare commissioni, sia nel tempo libero per andare a prendere un gelato, vedere un concerto o andare al cinema.
Ogni ciclista in più è un'auto in meno!Alla "prima" dell'edizione 2006 di Pedali nella Notte, ci sarà anche un ciclista amico di "Ruotalibera Bari": l'assessore al traffico del Comune, l'ing. Antonio Decaro. Pedalando insieme per le vie della città, e verificandone le condizioni di percorribilità per le bici, l'occasione sarà anche utile per fare il punto della situazione sulle iniziative a breve, medio e lungo termine dell'Amministrazione comunale per favorire il trasporto ciclistico urbano.
La bici non consuma e non produce emissioni, non ingombra e non fa rumore: è un mezzo ecologico per definizione e ad alta efficienza energetica. La bicicletta migliora il traffico, l'ambiente, la salute e l'umore. E quindi: facciamo una barriera di gambe che pedalano, di voci che si chiamano, di campanelli che conquistano l?asfalto! Per un giorno riappropriamoci delle
nostre strade! Per un giorno disertiamo l?auto! Proviamo a mettere in minoranza gli ?inscatolati delle quattro ruote?, i ?dittatori degli incroci? la massa critica di chi è sempre al volante e ogni giorno impone la propria legge del rumore, del gas di scarico, del pericolo. Dentro ogni involucro di lamiere c'è un ciclista che ha voglia di uscire! Non hai null'altro da fare che prendere la bici e unirti a noi!
Ti auguro tempo Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno. Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere...
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Venerdì 31 Marzo 2007 scorso ho rincontrato dopo 25 anni dal diploma alcuni dei miei vecchi compagni di scuola della mitica 5^ Ei sez. D del...
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Ti auguro tempo Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno. Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere...



