11 October, 2009



.....Non e' vero....ero qui!!!!

...A volte ritornano....


Scusate il ritardo.....ma sono stato qui.....mica male vero????

01 April, 2008

Bari 15 marzo 2008 tutti contro le mafie!



Il 15 marzo a Bari eravamo tanti.


Eravamo tanti tutti. Tante decine di migliaia di persone marciavano nello stesso corteo, percorrevano la stessa strada, sotto lo stesso sole e con le stesse difficoltà. Come era comune il percorso che fisicamente quella mattina è stato battuto, così, si può presumere, lo è anche quello ideale. Quello che ci mette tutti in cammino insieme con valori condivisi, per un obiettivo che è di tutti: sabato tutti riuniti a fare la stessa cosa in concreto e per mandare un messaggio al paese; nella vita tutti riuniti idealmente, assumendo comportamenti concreti che, nel piccolo di ciascuno, contribuiscano a raggiungere la meta.

Mi piace pensare che se ad ognuno dei presenti sabato venisse chiesto personalmente “Tu ci credi davvero che la mafia può essere sconfitta?”, tutti risponderebbero “sì”. Non è certo una mia scoperta, infatti, che la lotta alla mafia è fatta di due momenti che devono coesistere, e anzi, compenetrarsi e darsi forza l’un l’altro. L’uno è quello delle istituzioni: la politica e la magistratura. L’altro è quello delle persone. Di tutti gli individui che ci credono, che non vogliono arrendersi. Bene, questi ultimi hanno poche armi in mano, ma tra le azioni che si possono compiere, una importante, forse la più significativa, è quella del fare sentire forte la propria voce.

Del farsi vedere, del gridare, del lanciare (come sempre) anche solo un segnale di presenza: noi siamo qui e siamo contro la mafia.Come ho detto, le due fasi della battaglia non possono essere disgiunte. Ciò che è importante è non perdere mai la fiducia nell’efficacia in toto della nostra lotta. Spero e credo infatti che, seppur in tono minore rispetto a quanto avrebbe meritato, la Giornata della Memoria e dell’Impegno da poco passata, qualcosa abbia lasciato. Deve averlo fatto. E’ già un dato positivo che i giornali domenica abbiano dedicato una pagina a questo piuttosto che a Olindo e Rosa. Accennavo prima anche al comportamento concreto che noi, popolo antimafioso, dobbiamo assumere quotidianamente. Dobbiamo cercare di vivere in tensione per la legalità; non per essere esageratamente per bene o legalisti, ma piuttosto per assumere comportamenti positivi che siano anche d’esempio al prossimo.

Inoltre, e soprattutto, per controllare l’altra fase della battaglia: quella istituzionale. Chi combatte la mafia dai palazzi deve sentire il nostro fiato sul collo! Devono avere la percezione che la gente, sempre di più, vuole che le cose cambino.E dove troviamo la forza di andare avanti? Di non mollare tutto anche quando le sconfitte e le delusioni sembrano piombarci pedissequamente davanti al naso? Come un cane che si morde la coda, questa energia la si trova nelle immagini di sabato, ancora nitide nei nostri occhi. Nella marea umana che “con spirito di pace e coraggio di guerra” era lì per non mollare.

E’ anche in questo senso che va inteso l’invito di don Ciotti a sporcarsi le mani. Sporcarsi le mani significa parlare, denunciare, andare controcorrente nei comportamenti, boicottare situazioni persone e realtà ambigue. Fare quello che facciamo noi insomma. Fare antimafia di frontiera per stimolare e pressare anche quella di sistema.Avanti così.

21 October, 2007

anni trenta


Ha appena saputo. E comincia a parlare: "Siamo alla magistratura degli Anni Trenta, siamo tornati a un ordinamento giudiziario gerarchizzato proprio dell'epoca fascista". Il sostituto procuratore Luigi De Magistris sceglie con cura le parole, prova a stare calmo nonostante tutto quello che gli sta rotolando addosso. Dice: "Prima mi tolgono l'inchiesta Poseidone, poi il tentativo di allontanamento, poi ancora l'avocazione dell'inchiesta Why Not, faccio le corna ma dopo rimane solo l'ipotesi della soppressione fisica". Il magistrato è nella sua casa di Catanzaro. Risponde a tutte le domande che può. Da qualche minuto ha avuto notizia dalle agenzie di stampa che gli hanno "tolto" anche l'altra indagine, si sfoga: "Stento a crederci, mi sembra una barzelletta".


"Il segnale che hanno lanciato è molto chiaro: la magistratura non può più indagare in alcune direzioni. Questo è evidente. Poi è anche la conferma di come una parte del potere giudiziario sta dentro il sistema. Una parte della magistratura è funzionale a certi sistemi oggetto di investigazioni, è fondamentale capire questo. Ecco perché si pone in discussione l'agibilità democratica all'interno della magistratura. Da un lato c'è un ritorno alla magistratura degli Anni Trenta, con segni sintomatici di quel periodo del prefascismo e del fascismo. E cioè la possibilità del ministro di trasferire in via cautelare dei magistrati. Si ritorna al periodo in cui il potentino del paese, il signorotto che chiede l'allontanamento del pretore che magari dava fastidio e poi arrivavano gli ispettori e in una settimana quel pretore lo cacciavano via. Si torna alla magistratura ipergerarchizzata, l'avocazione senza alcuna giustificazione, la magistratura in una posizione di avvilimento totale. Immaginate il messaggio che sta passando in questo momento nei confronti di tutti i colleghi".

"Se uno arresta chi fa la tratta di esseri umani o i trafficanti di droga gli arrivano i telegrammi e gli applausi, gli dicono che è il magistrato più bravo d'Italia. Ma poi viene cacciato quando indaga sulla pubblica amministrazione. Cosa significa allora? A questo punto la partita non può essere più - visto che il tema è così alto - trasferite o non trasferite De Magistris. Io pongo un altro problema: un magistrato così può rimanere in magistratura. E io, così lo so fare il magistrato, anche se mi mandano a Bolzano o a Novara o a Cagliari. Questo è il tema che è in gioco nel Paese: se un magistrato può continuare a indagare su tutti i cittadino o no".

08 October, 2007

un uomo speciale, un padre affettuoso


Ricordi della figlia del Che:


"Confesso che a 20 anni ho messo in dubbio il mio amore per papà. Come ogni giovane donna mi domandavo perché amassi mio padre dato che non avevo beneficiato della sua presenza e la maggior parte delle cose che ho conosciuto di lui le ho conosciute tramite i suoi amici e compagni. Così sono arrivata alla conclusione che il meno che potessi fare era amare l'uomo per la sua statura umana. Ho cercato allora di richiamare i piccoli ricordi che mi rimanevano per farli di giorno in giorno più grandi, più vicini alla mia persona, per giungere a stabilire un vincolo stretto e personale con mio padre.


[...] C'è un'immagine di lui che voglio ricordare. Papà e mamma stanno in una stanza, la mamma tiene in braccio il mio fratellino Ernesto appena nato, papà gli accarezza la testolina: quale deve essere stata la tenerezza che mostrava perché una bambina di 4 anni e mezzo come me se la ricordi! Ed è questo che mi colpisce.
Molti pensano che egli fosse un avventuriero e che lasciare Cuba per altre terre fosse ciò che voleva e di cui aveva bisogno. Certo che ne aveva bisogno, non però per spirito di avventura, ma perché fin da giovane aveva conosciuto il continente americano e per lui era urgente, era un impegno primario, migliorare la vita degli esseri umani.


[...] Voglio raccontare dell'ultima volta che ci vide. Io non lo avevo riconosciuto, perché stava preparandosi a rendersi irriconoscibile per andare in Bolivia. La mamma ci condusse a cenare con un vecchio amico di lui, un sedicente spagnolo chiamato Ramon. Almeno per me, che sono la figlia che lo ricorda di più, fu una notte speciale, perché ciò che accadde in quella notte ha segnato la mia vita. [...]


Dopo cena, noi quattro bambini ci mettemmo a giocare. A un certo punto io persi l'equilibrio e mi feci un brutto bernoccolo sbattendo su un tavolo di marmo; mio padre mi prese fra le sue braccia, e fu talmente tenero che io - pur non avendolo riconosciuto - seppi che era una persona speciale. Gli adulti continuarono a conversare, ma io volevo confidare alla mamma un segreto. Quando finalmente mi fu concesso di interromperli potei dirle: «Mamma, io credo che quest'uomo sia innamorato di me». Fu una cosa tremenda. Ora si può riderne, ma pensate al momento difficile che feci passare a mio padre. Perché è certo che egli desiderava prendermi e stringermi fra le braccia e dirmi che era innamorato di me, perché ero sua figlia. Ma non poteva farlo in nessun modo, stava per partire, si era già preparato, non poteva fare ciò che voleva, perché prima di tutto veniva il dovere, il suo impegno con gli altri, e dopo, molto dopo, venivano i suoi bisogni personali.


Questa è una delle cose più belle che aveva quest'uomo e che ha trasmesso a tutti noi."

10 August, 2007

La strada di casa


a chi non è mai capitato di vedere la strada di casa e sentire gia la pesantezza della giornata scivolare via, vedere la luce accesa e immaginare i profumi, i volti, le voci..il tepore del proprio letto, dell'amore di chi ci aspetta...

chissa se i senza dimora hanno mai provato questa sensazione, chissa se ne sentono la mancanza..chissa' come ci si sente a non avere una propria strada di casa..
è iniziato all' improvviso il mio nuovo lavoro, il mio primo incarico da assistente sociale in un centro notturno di pronta accoglienza per i senza dimora..

ma chi sono i senza dimora?..prima di iniziare a lavorare provavo a immaginare i loro volti, i loro occhi, le loro voci e le loro storie..ogni aspettativa è crollata, ogni immagine che mi ero fatta di loro è svanita e ora mi ritrovo a sapere tutti i loro nomi, a conoscere particolari della loro vita, a sforzarmi di capire come si puo' arrivare a perdere tutto..come si fa a non avere nessuno che ti aspetta...

ogni sera li osservo, alcuni immersi nella loro disarmante dignita' e serenita' contenti di avere un posto dove dormire, li vedo aggrapparsi ad ogni oggetto che gli viene consegnato, osservo le loro relazioni..mi chiedo a chi sarei diventata amica se mi fossi trovata li con loro..mi chiedo con chi sarei stata solidale e onesta come lo sono loro nei loro mini gruppi di amici inseparabili..

poi ascolto le loro storie brevemente perchè il centro è appena nato e siamo in piena emergenza logistica e strutturale e ahime il tempo da dedicare a loro è sempre molto poco..mi raccontano di mogli, mariti, figli, genitori e quasi mi meraviglio che queste persone siano appartenute ad altre, mi stupisce il fatto che loro abbiamo amato, siano state amate, abbiano avuto una famiglia..e poi?
cosa succede dopo?come si puo' perdere tutto?..puo' capitare anche a noi?

noi che abbiamo tutto, che viviamo circondati da tanti affetti, noi che riusciamo ancora a provare rancore o indifferenza per un nostro fratello,un nostro genitore..noi che calpestiamo la nostra ricchezza, la ricchezza di avere qualcuno che ci aspetta, che si occupa e si preoccupa di noi...

noi che siamo cosi sicuri di farcela anche da soli, noi che crediamo di non aver bisogno degli altri..

osservo alcuni nella loro rabbia, ogni sera piu' forte..ogni sera meno tolleranti, pronti ad offendersi, menarsi, accoltellarsi, disposti a morire come se la morte fosse una svolta, una via d'uscita, la loro via d'uscita..non mi era mai capitato di avere di fronte a me una persona che ti chiede di ucciderlo pronunciando la solita triste, disarmante frase " non ho niente da perdere!!"
cosa si dice ad una persona che non ha nemmeno un motivo che lo spinge ad avere rispetto di se e degli altri, che lo spinge a VIVERE??!

come si interviene su un ragazzo piu' piccolo di me che ha distrutto tutto quello che aveva intorno, che ogni giorno trova rifugio solo e soltanto in qualche bicchiere di troppo o in qualche dose di cocaina?

i senza dimora sono persone sole..persone che non hanno una strada di casa..persone che non hanno nessuno che li aspetta..sono persone che prima avevano tutto e ora non hanno niente..e ti viene voglia di stringerli..ti sforzi di strappargli un sorriso e quando loro ridono ti si allegerisce il cuore..sono persone generose..Raffaella è una di loro,ogni sera si preoccupa di procurarmi una bottiglia di acqua con il ghiaccio..e per me è l'acqua piu' buona del mondo!!!


by Annarita Bucci

08 August, 2007

rigassificatore?...no grazie!



Era ora che il ministero per lo Sviluppo economico inviasse una nota alla società Brindisi Lng (British Gas) e agli enti locali brindisini nella quale si comunica l’avvio del procedimento finalizzato alla sospensione dell’efficacia dell’autorizzazione alla costruzione ed esercizio, rilasciata con decreto il 21 gennaio 2003, del terminale di rigassificazione di gas naturale liquefatto di Brindisi.




La decisione – a quanto è stato reso noto – è stata adottata in seguito al parere motivato espresso dalla Commissione europea lo scorso 18 luglio nel quale, in relazione alla costruzione del rigassificatore di Brindisi, si afferma che lo Stato italiano è venuto meno agli obblighi imposti dalle direttive comunitarie sulla valutazione di impatto ambientale e sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose.


Il procedimento finalizzato alla sospensione dell’efficacia dell’autorizzazione avviene «al fine di evitare – è detto nella nota del ministero – che la prosecuzione dei lavori possa alterare le condizioni ambientali, con il rischio di pregiudicare eventuali azioni future di mitigazione degli impatti e di esporre lo Stato italiano a sanzioni in sede comunitaria».




La Brindisi Lng potrà presentare memorie «del cui contenuto si terrà conto – si aggiunge nella nota del ministero – nella definizione del provvedimento di sospensione». Il procedimento si concluderà entro 40 giorni.

30 June, 2007

i-Phone




sarà davvero la rivoluzione della telefonia mobile? o solo un grande prodotto del marketing?


Staremo a vedere..ed ascoltare...